Malattia di Parkinson e Guida di Autoveicoli

Malattia di Parkinson e Guida di Autoveicoli

Poter guidare un’auto condiziona frequentemente l’autonomia di una persona e la sua autostima. Spostarsi autonomamente con un’automobile può consentire di recarsi a lavoro, accompagnare figli e nipoti, far visita ad amici e dedicarsi ad attività di tempo libero.

Sebbene i sintomi della malattia di Parkinson (PD) e gli effetti collaterali dei farmaci possano influenzare la capacità di guida, la sola diagnosi di PD non è sufficiente a negare la possibilità di guidare. Molte persone con PD sono in grado di guidare in sicurezza anche molto tempo dopo la diagnosi. La possibilità di guidare è connessa alle specifiche manifestazioni della malattia in una determinata persona, oltre che ad eventuali manifestazioni riferibili all’invecchiamento.

L’impatto della malattia di Parkinson sulle abilità di guida

La guida è un’attività complessa che può essere influenzata da diversi fattori, come lo stato fisico, mentale o emotivo. La guida richiede:

Forza fisica

Elaborazione visuo-spaziale, in particolare la capacità di valutare le distanze

  • Agilità
  • Tempi di reazione e riflessi
  • Abilità uditive e visive
  • Capacità di gestire più attività contemporaneamente

La maggior parte delle persone ha perfezionato queste abilità nel tempo e riesce ad eseguire automaticamente le attività necessarie per la guida. Tuttavia, il processo di invecchiamento influenza la capacità di guidare, inoltre diverse manifestazioni della PD possono influire sulle stesse:

Sintomi motori: Tremori e discinesie (movimenti involontari che non possono essere controllati) possono rendere difficoltoso l’accesso in autovettura o inficiare la capacità di controllare l’automobile. La bradicinesia (rallentamento dei movimenti) può rendere pericoloso guidare perché aumenta i tempi di reazione.

Deficit cognitivi: Deficit esecutivi (in particolare la capacità di gestire più compiti allo stesso tempo) e una ridotta capacità di valutare la distanza tra gli oggetti sono le funzioni cognitive maggiormente in grado di inficiare la capacità di guidare. Le persone con PD possono avere, infatti, difficoltà nello svolgere diversi compiti simultaneamente –  ad esempio, guidare mentre si ascolta la radio. Inoltre la ridotta capacità di valutare la distanza tra le auto o le linee della strada può determinare difficoltà nel parcheggiare, nell’affrontare curve, nell’utilizzo di specchietti retrovisori e nel valutare la velocità di altri veicoli. Questa difficoltà nell’elaborare ciò che si vede, definita compromissione visuo-spaziale, è uno dei motivi principali per cui i passeggeri mettono in discussione le capacità di guida del conducente. Infine, deficit mnesici possono inficiare la capacità di concentrarsi, soprattutto quando si guida in luoghi non familiari.

Alterazioni della vista: Le persone con PD possono avere difficoltà nel separare gli oggetti dallo sfondo, altrimenti nota come sensibilità al contrasto. Questo problema è particolarmente rilevante di notte o in caso di guida con nebbia o in condizioni di abbagliamento. Può risultare anche difficile scrutare l’ambiente circostante in modo sufficientemente rapido per poter anticipare un problema e reagire tempestivamente, ad esempio, in casi in cui vi sia necessità di frenare all’improvviso per un rapido cambio di corsia di un’altra auto.

Sonnolenza: I disturbi del sonno legati alla malattia e gli effetti collaterali dei farmaci possono determinare un’improvvisa stanchezza o sonnolenza. È scientificamente dimostrato che la sonnolenza può rivelarsi pericolosa per i conducenti, indipendentemente dal fatto che si soffra o meno di PD.

Chi è in grado di guidare in sicurezza?

Un modo per iniziare a valutare la capacità di guidare consiste nell’essere osservati al volante da una persona fidata. È consigliabile inoltre considerare la propria storia recente: nello specifico, bisogna valutare eventuali incidenti o situazioni ad elevato rischio di incidente e bisogna chiedersi se altri automobilisti disapprovano lo stile di guida.

Segni che dovrebbero mettere in discussione le capacità di guida:

  • Danni a carico delle auto
  • Episodi di disorientamento
  • Problemi di attenzione/memoria
  • Lunghi periodi di “OFF”
  • Preoccupazione da parte dei familiari
  • Incidenti

Valutazione delle capacità di guida

In caso di difficoltà nella guida, è necessario innanzitutto parlarne con il proprio medico curante. Potrebbe essere necessario effettuare una valutazione formale della capacità di guida.  Alcuni test verificano capacità visive, capacità di multitasking, tempi di reazione, capacità di mantenere l’attenzione e flessibilità mentale e possono essere effettuati in ambulatorio. I tempi di reazione visiva e motoria possono esser misurati mediante test computerizzati oppure con attività specifiche di simulazione, quali premere il pedale di un finto freno all’accensione di un semaforo rosso.

Un’alternativa più frequente è quella di sostenere un test di guida con un istruttore sul sedile anteriore e, nei casi in cui sia possibile, con un terapista occupazionale sul sedile posteriore. Il test di guida su strada include la valutazione della capacità di guidare sia su strade grandi sia su strade piccole, fare le curve e rispettare la segnaletica. Viene valutata inoltre la capacità di mantenere una velocità costante e di mantenere la carreggiata.

Quando smettere di guidare e chi lo decide?

La maggior parte delle persone non vuole sentirsi dire che non può più guidare. D’altra parte molte persone credono di essere scortesi nel segnalare una guida non sicura. Invece, in caso preoccupazioni, è opportuno iniziare prima possibile questo tipo di valutazioni. È preferibile che la decisione di smettere di guidare maturi con il tempo, piuttosto che essere presa all’improvviso. Un esame di guida può aiutare paziente e familiari a prendere la decisione di smettere di guidare, evitando al tempo stesso tensioni in famiglia.

Conclusione

La sfida più grande è trovare il giusto equilibrio tra evitare di negarsi la possibilità di guidare prima di quanto sia necessario ed evitare che una guida non più sicura metta in pericolo sé stessi e gli altri. Questa decisione può esser ancor più difficile senza un’adeguata programmazione.