Project Description

Progetto Dance Well

L’iniziativa Dance Well – Movement Research for Parkinson, si è sviluppata a Bassano del Grappa a partire dal 2013 con l’intento di promuovere la danza nei musei e in altri luoghi artistici per le persone con M. di Parkinson. In tal modo si configura come un intervento di riabilitazione alternativo-complementare rispetto alla fisioterapia tradizionale. La riabilitazione è infatti un elemento sempre più centrale nella terapia del Parkinson e le prove della sua efficacia si accumulano man mano che si mettono in atto studi controllati per valutare il suo impatto in termini di neuroprotezione, neuroplasticità e neurogenesi.
Dance Well – Movement Research for Parkinson è un programma di danza che include al suo interno varie strategie riabilitative (esercizio aerobico, immaginazione motoria, tecniche di cueing, training propriocettivo e sensitivo-motorio).
La pratica della danza viene potenziata dalla cornice logistica (museo, luoghi d’arte) al fine di consentire una stimolazione motoria, sensitiva ed emozionale.
Dopo il successo dell’iniziativa negli spazi del museo Civico di Bassano del Grappa e al Teatro Civico di Schio e al Fresco Parkinson Center di Villa Margherita a Vicenza, il progetto è stato esportato anche a Firenze, a Palazzo Strozzi, Palazzo Spada a Roma e altri prestigiosi musei. Ai progetti già attivi da anni dedicati all’accessibilità, si aggiunge da quest’anno la sperimentazione di un nuovo percorso dedicato all’inclusione delle persone con Parkinson: Vivere l’arte con il Parkinson.

Grazie ad un protocollo d’intesa il Fresco Parkinson Institute è partner esclusivo del Comune di Bassano del Grappa per quanto riguarda la ricerca e la formazione dei dance teachers del progetto Dance Well.

LINEE GUIDA

L’approccio sviluppato dagli insegnanti di Dance Well si caratterizza per alcune particolarità:

  1. CLASSI DI DANZA. L’obiettivo principale dell’iniziativa è artistico: i benefici di tipo medico, motorio, sociale, di intrattenimento e altro, per quanto importanti, sono comunque aspetti secondari. I partecipanti sono, e vengono chiamati, danzatori e come tali – non solo come “malati di Parkinson” o “anziani” – affrontano la classe di danza.
  2. AMBIENTE ARTISTICO: il luogo deve ispirare i danzatori. L’ambiente deve essere bello ed esteticamente spiritualmente ed artisticamente denso. L’iniziativa non si svolge in luoghi ospedalieri, palestre o ambienti “sterili”. A Firenze l’iniziativa si svolge presso Palazzo Strozzi nel contesto delle mostre d’arte programmate in questo spazio espositivo.
  3. PIATTAFORMA e non METODO. Partendo da principi e obiettivi condivisi, ogni insegnante crea la propria classe attraverso musiche, tecniche ed esercizi scelti in base alle proprie competenze e preferenze. Non si vogliono insegnare tecniche specifiche, ma si mira a fornire una serie di strumenti affinché ogni danzatore possa creare il proprio movimento, la propria danza, impiegando gli strumenti coreografici che conosce. Ogni classe è quindi molto diversa dalle altre, pur partendo da principi comuni. L’approccio didattico non sarà mai frontale (con l’insegnante che mostra i passi in sequenza e i partecipanti invitati a copiare) ma in ogni classe si danza assieme, in un flusso continuo di musica e movimento.
  4. GRUPPI MISTI: le classi sono aperte a tutti, malati di Parkinson, accompagnatori, giovani, anziani, ballerini, coreografi. La classe si adatta alle capacità di tutti, senza annoiare né scoraggiare. Il gruppo misto permette la crescita collettiva, l’inclusione sociale, il senso di appartenenza al gruppo, il sostegno reciproco, e non ghettizza.
  5. PIÙ INSEGNANTI: un insegnante guida la classe ma ne sono presenti almeno due. Questo facilita la gestione del gruppo, la visibilità del movimento e il coordinamento tra le varie classi nel corso dell’anno. Ogni uno-due mesi cambia l’insegnante-guida, in modo che i danzatori siano stimolati a più livelli e da approcci differenti. A volte guidano la classe danzatori o coreografi ospiti. Sono parte del percorso di crescita che chi si avvicina all’insegnamento è invitato a seguire sia i feedback costanti tra insegnanti sia una formazione artistica e teorica comune. L’iniziativa comprende la partecipazione a conferenze e workshop internazionali a Bassano del Grappa, Inghilterra, Olanda e Germania.
  6. NON C’È GIUSTO NON C’È SBAGLIATO: Gli insegnanti invitano i danzatori che partecipano alle classi a non farsi influenzare dai giudizi esterni. Questo approccio è radicalmente opposto a quanto accade nelle lezioni accademiche di danza, dove il raggiungimento di risultati e standard di eccellenza induce i danzatori a sentirsi sempre lontani dal livello ottimale di esecuzione o prestazione. Ognuno danza con il proprio corpo. Viene suggerita l’importanza dell’intenzione del movimento più che del movimento in sé. Per questo a seconda delle proprie possibilità si può stare seduti o in piedi, alzare il braccio tanto o poco, il destro o il sinistro, senza che questo modifichi il valore artistico e la potenzialità espressiva.

Per le iscrizioni: www.palazzostrozzi.org